Pareti attrezzate e librerie: 25 e più esempi di soggiorno moderno



Non c’è proprio nulla da fare: il soggiorno “moderno” parla assolutamente italiano. Nel terzo millennio, come per almeno 40 anni prima della fine del secondo, a dire parole nuove sui modi di abitare la zona “Giorno” ed i relativi stili di vita sono sempre state aziende di casa nostra e… anche se è pur vero che lo hanno fatto spesso “in tandem” con designer stranieri, oltre che italiani, resta il fatto che la “firma” su certi prodotti, risulta essere indiscutibilmente riconosciuta come assolutamente nostrana. E’ così che, per cercare idee e tendenze, per scoprire dove va la moda (sì perché anche per i mobili ci sono i “corsi” e i “ricorsi”), per comprendere e indirizzare le abitudini di chi mette su casa o la rinnova, non c’è spesso nulla di meglio che guardare alla nostra vecchia penisola la quale, con la sua innegabile creatività, la storicità di comparto e l’impareggiabile sapienza ad essa collegata, sa sempre regalare delle pagine davvero di “alto design”.

Ma che differenza c’è fra un soggiorno “normale” ed un “soggiorno moderno”? Non si tratta solo di stile, ma di tutto quell’insieme di Design, di filosofia dell’abitare e di inventiva che sono capaci di rendere un ambiente di per se integralmente “innovativo”.

Il “soggiorno moderno” interpreta gli stili di vita contemporanei utilizzando gli stessi elementi, ma variandone gli accostamenti e le composizioni attraverso anche l’uso di forme, tonalità e finiture sempre nuove. Il risultato finale è un ambiente che si riconosce immediatamente come “moderno” semplicemente perché l’occhio lo percepisce già da solo come “nuovo”, originale, frutto di un certo qualsivoglia “estro”.

Il soggiorno più attuale è aperto, scandito da pochi essenziali elementi. I mobili, con le loro mensole e librerie che si alternano alle  ante chiuse o a vetro, interpretano al meglio i ruoli che gli competono: contengono, espongono, dividono e decorano. Si tratta di oggetti che possono svilupparsi in orizzontale o in verticale a seconda degli spazi che occupano e dell’utilizzo che se ne vuole fare. Altamente “specializzati”, i mobili da soggiorno moderni possono diventare delle capienti “biblioteche” o dei semplici contenitori tecnologici dove alloggiare la tv e tutti gli altri apparati.

Un ambiente giorno moderno, è in pratica sostanzialmente composto da due zone o più zone funzionali che si intersecano fra di loro a seconda degli spazi a disposizione e a seconda degli usi giornalieri che si fanno di tali zone. parete_giorno_appartamento_75mqQuesti “micro-ambienti” in cui è suddiviso il soggiorno, sono solitamente delineati da degli elementi d’arredo caratterizzanti che ne definiscono l’uso e sono: il “mobile”, il salotto (inteso come insieme di sedute imbottite), il tavolo da pranzo e, quando è necessario, lo scrittoio. Ognuno di questi arredi possiede delle peculiarità molto specifiche che ne determinano precisamente ingombri e prestazioni. Al tavolo da pranzo, ad esempio, è solitamente destinata una zona di soggiorno orizzontale (ovvero occupante superficie), quasi sempre prospiciente la cucina, che si estende per alcuni metri quadri di pavimento. Per il salotto avviene più o meno la stessa cosa; anche questo si sviluppa infatti in orizzontale e occupa spesso la maggior parte del pavimento di un ambiente giorno. Al contrario di quello che avviene invece per !il mobile!, il quale si estende invece per lo più in altezza occupando uno spazio orizzontale relativamente limitato in confronto agli altri elementi d’arredo presenti in stanza. Il mobile da soggiorno è dunque un arredamento che serve principalmente a far sì che le suppellettili che vi devono essere contenute (come la Tv, le stoviglie e tutto quanto in casa è destinato a non essere conservato in cucina o in camera), possano essere disposte in verticale, ovvero in qualche modo sovrapposte l’una alle altre. Stiamo parlando quindi di un arredo essenzialmente “da parete” ed è questo il motivo per cui i mobili da soggiorno moderni vengono spesso chiamati anche “pareti attrezzate”.

Ma come si posizionano una libreria o una parete attrezzata all’interno di una zona giorno? Sono principalmente sei i fattori che determinano la migliore posizione per un mobile da soggiorno “moderno”: la disposizione della stanza, la presenza o meno di una zona pranzo, la posizione del salotto (sempre inteso come insieme di mobili imbottiti), l’illuminazione, le dimensioni delle singole pareti e la posizione della Tv, dove presente. In linea di principio si tende solitamente ad arredare con il mobile “grande” del soggiorno (dunque la nostra libreria o la parete attrezzata) quel muro che ha le dimensioni maggiori o che risulta più libero da porte e finestre; Vi sono però casi in cui sono la posizione della zona pranzo o del salotto a “comandare” e non è quindi raro trovare soggiorni in cui, pur di avere la Tv di fronte al divano, si è preferito rinunziare ad un mobile grande per prediligere la comodità di vedersi magari un bel film seduti correttamente di fronte al televisore. La stessa cosa che può avvenire nel caso si debba necessariamente allestire una zona del nostro soggiorno con un tavolo e delle sedie. Anche in quel caso, si può essere costretti ad astenersi dal posizionare il mobile da soggiorno sulla parete più grande e capiente, al fine di poter rendere più comoda e agevole la zona pranzo.

La luce poi, può giocare un ruolo fondamentale nel collocamento del mobile da soggiorno, specie in quei casi in cui si viva il soggiorno soprattutto durante le ore diurne, oppure in quelli in cui si debba adeguarsi ad un’illuminazione esistente durante quelle notturne o serali. In quei casi, il mobile da soggiorno andrebbe posizionato lateralmente alle fonti luminose (lampade o finestre che siano) in modo da non impattare con la sua presenza sull’illuminazione della stanza o compromettere così la visione della TV. Di solito, in un soggiorno rettangolare, si preferisce posizionare il mobile ed il divano uno di fronte all’altro ad occupare le due pareti più lunghe e sgombre; quando però ci si trova a disposizioni di stanza diverse vige sempre la regola che è la ricerca della “comodità” il primo dettame da seguire nell’arredo da soggiorno. Non vi è nulla di peggio infatti di quelle stanze in cui, al fine di posizionare un divano troppo grande, lo si è posizionato là dove, con la sua ingombrante presenza” impedisce di circolare liberamente in stanza. Anche quelle situazioni in cui per poter guardare la Tv dal divano si è costretti a girare il capo, però sono da considerarsi errori a tutti gli effetti.

Questo ci porta dritti a parlare di un tema divenuto ormai fondamentale nell’ambito dell’arredamento di una zona giorno, ovvero quello del “televisore” e della sua collocazione. Nonostante infatti la presenza di tablet e telefonini pare abbia reso meno utile la stessa esistenza della Tv in soggiorno, le vendite di questi apparecchi sono sempre in salita, così come aumentano parallelamente al loro impiego, anche le relative dimensioni. Se un tempo infatti per un soggiorno di medie proporzioni si considerava “grande” un Tv a schermo piatto da 42 pollici, oggi è difficile che si acquisti una nuova televisione per il nostro soggiorno che sia meno di 55 o 65 pollici. Tutto ciò determina ovviamente una modifica nelle abitudini d’arredo, che adesso devono necessariamente tener conto di questo ingombrante “elettrodomestico” ben più di prima! Come avremo infatti più volte occasione di vedere all’interno dei prossimi paragrafi, la presenza e la dimensione dei nuovi televisori ha portato ad una differente concezione della suddivisione in zone funzionali del soggiorno, nonché ad una precisa caratterizzazione della forma degli arredi moderni.

Indipendentemente comunque dalla presenza, pressoché costante, dello spazio TV, i mobili da soggiorno, moderni o classici che siano, esistono nelle composizioni più svariate e nelle fogge più diverse. A parte lo stile, essi possono differire per le dimensioni, per i colori e le essenze utilizzati per la loro costruzione, per la quantità di spazi aperti o chiusi in essi contenuti, ma soprattutto per il design della composizione e per la disposizione dei suoi elementi. Essi possono generalmente essere suddivisi in due categorie principali: i mobili cosiddetti “ad elementi componibili” ed i mobili cosiddetti “a spalla portante”. All’interno di questi due macro-gruppi vi sono poi una miriade di altri tipi di composizione che consentono di creare un numero pressoché infinito di mobili con cui è possibile arredare un soggiorno.  In questo articolo ci concentreremo principalmente su questi aspetti, provando ad elencare una buona parte di esempi significativi di mobili da soggiorno, e quindi di pareti attrezzate, dotati ognuno di particolari caratteristiche dal punto di vista del loro progetto e della loro distribuzione sulla parete che occupano.

Il mobile da soggiorno su pannelli

Cominciamo la nostra piccola rassegna con una tipologia di parete attrezzata molto in voga in questo momento.

Si tratta di una mobile composto da elementi componibili il quale viene usualmente progettato e costruito appendendo una serie di mensole e di pensili contenitori ad una pannellatura liscia applicata a muro. Sta proprio nell’uso di questa pannellatura la particolarità di questo modello che, in qualche modo, cerca di arricchire e decorare la composizione che si otterrebbe dal semplice accostamento di pensili e mensole. La parte bassa di questo soggiorno è in questo caso “sospesa”, ovvero appesa al muro tramite speciali staffaggi, ma potrebbe essere tranquillamente poggiata a terra, così come avviene molto spesso quando si ha a che fare con dei mobili “base” profondi 50 o 60 cm. Una delle caratteristiche più comuni di questa tipologia di mobili è infatti quella di possedere una parte bassa più profonda ed una alta meno profonda, esattamente così come avviene per le cucine. La profondità dei pensili è di circa 33 cm, proprio la stessa profondità che hanno solitamente i pensili da cucina. Questa misura non è casuale, ma deriva dalla precisa esigenza di inserire delle stoviglie -come ad esempio i piatti, che sono larghi circa 30 cm- all’interno dei contenitori. Tali elementi appesi in alto, possono essere indifferentemente “a giorno”, ovvero privi di ante, oppure dotati di ante in legno o vetro. La parte bassa è invece destinata a contenere gli oggetti più voluminosi e per questo motivo si adatta particolarmente ad alloggiare anche degli eventuali cassetti o ribalte contenitore, così come avviene nel mobile di questa foto. Un discorso a parte lo meritano le mensole, delle quali avremo occasione di parlare a lungo praticamente per ogni mobile presentato in questa rassegna. In questo specifico caso, si tratta di sottilissime ed eleganti mensole in metallo che vengono in pratica “incastrate” all’interno dei pannelli a muro, in modo da ottenerne il loro fissaggio.

Il soggiorno sospeso minimale con mensole in metallo

Anche questo mobile, come il precedente, si caratterizza per delle sottili mensole metalliche montate sulla parete; in questo caso però l’effetto desiderato è molto diverso a causa della assoluta mancanza, sia di elementi pensili, sia di pannelli a muro. E’ un tipo di arredo che si adatta particolarmente a chi deve arredare delle pareti colorate, eccezionalmente belle e particolari, oppure per coloro che amano in soggiorno l’uso delle carte da parati decorative. Nel caso qui fotografato ad esempio, dove era la splendida parete in cemento armato “a vista” a dover essere evidenziata, sarebbe stato ovviamente un controsenso attrezzare la parete con dei pannelli o dei mobili appesi, si è dunque preferito optare per uno composizione molto leggera e libera da mobili troppo voluminosi.

Pur nella sua estrema semplicità anche questa composizione presenta però delle difficoltà progettuali che è bene evidenziare. Per prima cosa è importantissimo chiarire che questi modelli di soggiorno sono ad oggi utilizzati principalmente per arredare le pareti su cui si pensa di sistemare la Tv. Il televisore diventa dunque l’elemento principale da tenere presente durante il progetto ed è dal posizionamento di quest’ultimo che occorre partire al fine di ottenere un risultato ottimale. La prima domanda da porsi in questi casi è quindi la seguente: ” In quale parte della parete sarà più opportuno poggiare la Tv?.

Ebbene, questo dipende principalmente dalla posizione che terrà chi ne potrà godere la vista. Quindi la parete più adatta sarà ovviamente quella di fronte a dove sarà disposto il divano o, più in generale, il salotto.

Oggigiorno, la tendenza è quella di preferire degli schermi di grandi dimensioni, talmente grandi che a volte cozzano addirittura con le proporzioni non altrettanto “esagerate” della stanza o della parete su cui verrà disposto il mobile, fatto sta che, in ogni caso, non è possibile prescindere dalla dimensione della Tv per poter progettare adeguatamente questo tipo di mobile. Il centro dello schermo deve essere all’altezza degli occhi, ad una distanza che varia a seconda delle sue misure dai 2 ai 4 metri di distanza. La luce naturale in ogni caso deve provenire di lato e di sera, per non affaticare la vista, va sempre predisposta una lampada o una luce che in qualche modo (ad esempio tramite una striscia led) possa essere integrata nel mobile.  E’ se c’è da organizzare anche l”Home Theatre”? Per individuare la migliore collocazione delle attrezzature per la musica e l’Hi-Fi è sempre meglio richiedere l’intervento di personale specializzato; dal punto di vista dell’arredo, comunque, l’ideale è concentrarle in un unico spazio, con le casse acustiche però collocate dove è più opportuno. proprio sotto consiglio degli esperti.

Una volta predisposto tutto questo, il resto risulta piuttosto facile: basterà sistemare la parete avendo ben cura di considerare i contenitori di cui abbiamo bisogno, senza occupare magari troppo dello spazio rimanente. E’ esattamente quello che si è preferito fare nei mobili soggiorno presentati in queste foto, i quali sono composti semplicemente da mobili base sospese, a cui sono abbinate delle linearissime mensole in metallo.

Il soggiorno con ante a vetro

Serve un angolo dove poter riporre collezioni o ricordi ?

Quando i viaggi e la propria attitudine portano a collezionare gli oggetti più disparati, che questi siano preziosi o meno poco importa: essi possederanno comunque per noi un importante significato affettivo che, con una certa dose di orgoglio, si avrà spesso anche il desiderio di “ostentare”.

In questi casi non c’è niente di meglio che poter disporre, nel nostro mobile da soggiorno moderno, di una piccola o grande “vetrina” in cui esporre tutte le nostre passioni.

Essa può essere un elemento integrato nella parete attrezzata, che già contiene libri e Tv, oppure indipendente, fatta in maniera da diventare il centro dell’attenzione del proprio personalissimo “pubblico” non pagante. Le ante a vetro, a battente, a ribalta o scorrevoli, sono fatte in modo da mostrare tutto il contenuto del vano, ma non necessariamente dovranno essere per forza trasparenti: se si preferisce si può optare per delle soluzioni più “discrete” che prevedano l’uso di cristalli specchiati o sabbiati, fatti apposta per creare un certo effetto “vedo e non vedo” dall’eleganza innata.

Piccoli faretti o strisce al led, installati all’interno del mobile, faranno luce e metteranno nel giusto risalto tutti gli oggetti che meritano il nostro amore e la nostra cura. Per poter ottenere questa bella soluzione è però importante che siano effettuate delle predisposizioni elettriche che molto spesso non sono prese in considerazione. La vetrina di un mobile soggiorno moderno, infatti, se si vuole opportunamente illuminarla all’interno, deve essere allacciata alla rete elettrica tramite un cavo, il quale deve a sua volta poter essere comandato da un interruttore esterno al mobile. A differenza di ciò che avviene di solito negli stipetti, le luci interne di una vetrina devono poter essere accese indipendentemente dall’apertura o dall’uso che si fa del vano in cui sono alloggiate. La migliore delle ipotesi in un soggiorno moderno dotato di vetrina è quella di poter predisporre di un interruttore a parete, magari posto proprio all’ingresso della stanza, tramite il quale poter accendere le luci delle ante a vetro ed illuminare immediatamente il loro contenuto appena si entra, magari insieme a degli ospiti.

Un accessorio estremamente scenografico che non mancherà di affascinare tutti gli avventori del nostro soggiorno, cuore pulsante delle nostre più belle passioni.

La libreria con vano Tv

Ma dove mettere i libri quando si ha già da trovar posto a Televisore, HI-FI, oggetti vari e magari anche al “servizio bello”? In questi casi, al centro del soggiorno, il mobile componibile attrezzato “a libreria” può giocare un ruolo davvero fondamentale.  Oltre ad arredare però, esso deve anche potersi modificare negli anni, avere buona capacità di contenere e, soprattutto, essere fatto in maniera da durare a lungo. Sì, perché a differenza di una “parete attrezzata” costituita da elementi componibili “scatolari”, una libreria deve essere principalmente molto robusta. I libri infatti hanno un peso che non è neppure paragonabile con quello che possono avere altri oggetti che vengono di solito riposti nei mobili da soggiorno e per questo motivo la qualità di uno scaffale di questo tipo deve essere considerata come un suo elemento imprescindibile.

Le librerie in se sono mobili abbastanza semplici. I modelli più tradizionali hanno un andamento verticale, quasi sempre intervallato da dei “fianchi” che fungono da supporto ai ripiani. Le librerie più nuove ed originali hanno invece un andamento “orizzontale”, magari scandito da boiserie, ripiani e mensole, oltre al piano in cui di solito viene contenuta la tv.  Anche le altezze sono diverse. Chi desidera avere molto spazio a disposizione per i libri dovrà prediligere un mobile alto, con i moduli a giorno intervallati da ante, in vetro o in legno, che serviranno per proteggere gli oggetti ed i libri più preziosi dalla polvere. Chi sceglierà di avere invece un mobile libreria di “design”, dovrà preferire altezze più basse, pochi spazi chiusi ed un maggiore utilizzo delle superfici orizzontali. Tutto questo, sempre in relazione anche alle pareti ed agli ambienti destinati ad accogliere gli arredi da soggiorno di cui vogliamo dotarci.

In ogni caso, perché un mobile “libreria” possa accogliere tutto il necessario, è bene fare un conto preventivo dei volumi che si possiede e degli altri oggetti che vi si intende sistemare all’interno; dalla loro quantità, dalla loro dimensione e dal loro peso, dipenderà infatti il numero di ripiani che ci occorrerà, così come la loro profondità ed il relativo spessore. Una volta definiti questi paragrafi occorre considerare che i libri e gli altri oggetti pesanti, andranno probabilmente collocati nella parte bassa del mobile ed in ogni caso posti su dei ripiani che abbiamo uno spessore sufficientemente alto ed una larghezza non eccessiva.

Ma affrontiamo anche per questa tipologia di mobile da soggiorno la questione “TV”. Sempre diversamente da ciò che avviene in una parete attrezzata infatti, l’inserimento di un televisore in una libreria va previsto seguendo una serie più precisa di criteri. Per prima cosa bisogna confrontarsi anche in questo casa con le dimensioni: un televisore può essere inserito infatti senza grossi problemi in una libreria, ma il fatto che questi mobili siano quasi sempre costruiti accostando degli elementi componibili di misure “standard”, in cui il televisore viene in qualche modo “incastrato”, comporta delle limitazioni. Se per esempio abbiamo da inserire in un vano un televisore da 42 pollici (largo circa 90 cm) esso dovrà forzatamente essere inserito in un vano da 120 cm di larghezza e non più piccolo, perché altrimenti se ne potrebbe pregiudicare sia il funzionamento che la visione dai diversi punti della stanza. Se invece, per la dimensione della nostra zona giorno, necessitiamo di una Tv da 55 pollici (110 cm di larghezza), dovremo optare per l’utilizzo di una vano da 150 cm in quanto, nello spazio da 120 cm, il televisore non avrebbe spazio sufficiente per poter essere usato adeguatamente.

Una volta definito il miglior posto dove alloggiare la tv bisogna preoccuparsi dei suoi cavi e di dove è meglio farli passare per raggiungere le prese di corrente e dell’antenna presenti sul muro. Le librerie moderne di ultima concezione per fortuna, possono però  sserci d’aiuto in quanto, la loro progettazione prevede già ( almeno nella maggior parte dei casi), degli alloggiamenti separati ed appositi dove è possibile far passare tutti i cavi senza che questi possano rimanere “a vista” e disturbare l’effetto estetico complessivo.

Il mobile da soggiorno Credenza o Madia

Il nostro soggiorno funge anche da “sala da pranzo”? In questo caso esso necessita di una progettazione specifica che è diversa da quella che è prevedibile in un soggiorno “normale” composto da mobile e da salotto.

All’interno del soggiorno la zona pranzo deve occupare uno spazio possibilmente vicino alla cucina o, in alternativa, impegnare la parte meno sfruttabile del locale in maniera da non ostacolare il posizionamento del divano e del mobile porta Tv. Ormai da tempo non è più necessario suddividere fisicamente gli spazi del salotto (zona conversazione, TV) da quelli dedicati al pranzo, ma qualora lo si voglia in qualche modo comunque fare, per separare le due zone funzionali si può costruire un muretto, attrezzare un piccolo divisorio movibile oppure , come vedremo più avanti, ricorrere ad un mobile bifacciale.

Una volta definito lo spazio bisogna pensare al tavolo. Se, come accade abbastanza spesso nei moderni open-space, non si possiede molto spazio e si pranza in soggiorno abbastanza raramente, ci si può orientare verso un tavolo piccolo ma allungabile oppure una consolle estensibile da aprire solo per le grandi occasioni. Se invece si possiede una famiglia numerosa oppure utilizziamo il soggiorno quotidianamente anche per pranzare è meglio optare per un tavolo più grande, comodo e magari facilmente allungabile.

A quel punto l’arredamento di una zona pranzo che si rispetti si completa con un mobile contenitore che può essere una madia, una credenza o uno stipo. I tre mobili in questione differiscono sia per le loro dimensioni che per le relative funzioni. La credenza è ad esempio un mobile che si sviluppa per lo più in orizzontale (larghezza dai 150 ai 250 cm circa) e può essere tranquillamente utilizzata per completare pareti vuote di dimensioni anche molto grandi. La madia è invece di solito più corta (120-150 cm circa), leggermente più alta della credenza e possiede tradizionalmente un coperchio a ribalta proprio come quei mobili dove fino al secolo scorso i contadini erano abituati ad impastare il pane. Gli stipi sono invece dei mobili che si sviluppano in altezza: larghi al massimo 120/150 cm essi sono dotati di una serie di ante e cassetti sovrapposti che gli fanno assomigliare più a dei piccoli armadietti piuttosto che a delle credenze. Sono ovviamente i mobili più adatti alle pareti piccole, ma se ben progettati possono risultare degli eccellenti contenitori.

Ma affrontiamo più approfonditamente in questo paragrafo il tema “credenza” che è quello che più interessa la maggior parte dei soggiorni. Abbiamo già detto che si tratta di un mobile che si sviluppa principalmente in orizzontale: essa si presta dunque in particolar modo ad essere abbinata ad un elemento orizzontale come è, appunto, il tavolo da pranzo. La sua altezza è piuttosto variabile e può partire dai 70 cm fino ad arrivare a più di 100 cm. Anche la profondità è adattabile alle esigenze di spazio e può cambiare dai 35 ai 60 cm, anche se, proprio per il fatto che stiamo parlando di un contenitore, la profondità migliore per questo tipo di mobile è circa 40/50 cm. La credenza è un mobile che per le sue proporzioni è di solito preferito per tutte quelle pareti in cui è necessario alleggerire gli spazi occupati “a muro”, in modo da lasciare ampie zone libere sopra, in cui posizionarvi quadri, specchi o carte da parati. Il suo utilizzo è quindi ottimale in tutti quegli open-space o soggiorni a pianta aperta in cui questi mobili possono essere utili quali contenitori  “zona pranzo”, anche in abbinamento a librerie o pareti attrezzate.

Librerie ad uso “biblioteca

Per chi colleziona preziosi volumi, ma anche per chi semplicemente ama leggere, la soluzione ideale per arredare il proprio soggiorno può essere una biblioteca.

Si tratta in poche parole di uno scaffale modulare che viene solitamente realizzato “su misura”, in modo da poter occupare per intero lo spazio di una o due pareti. Le versioni più richieste per queste eccezionali librerie da soggiorno sono spesso quelle angolari alle quali, a volte, viene addirittura applicata una scala movibile in maniera da poter prendere i libri più in alto con la massima comodità e sicurezza. La componibilità è semplice, ma richiede comunque alcune accortezze progettuali. Si parte col decidere lo sviluppo modulare, il quale può essere “verticale” (come nel caso fotografato) cioè composto da dei fianchi verticali intervallati dai ripiani, oppure “orizzontale”, ovvero composto da dei lunghi ripiani orizzontali, inframezzati dai dei piccoli fianchi che fungono da supporto.

Una volta deciso l’indirizzo progettuale, si parte con il suddividere gli spazi, in maniera da ottenere dei ripiani di appoggio per il libri di una larghezza tale da non provocare imbarcamenti. A questo scopo possono essere di ulteriore aiuto dei piccoli elementi verticali detti “divisori” che altro non sono che dei piccoli fianchi, aventi la funzione sia di separare gli spazi, sia di rafforzare il sostegno reso dai ripiani.

Dal punto di vista arredativo, una delle caratteristiche più peculiari di questo tipo di mobile è certamente il suo grande impatto scenico: si tratta di veri e propri elementi “totem” capaci, già da soli, di contraddistinguere l’intero arredamento di una casa. Essendo però, per loro stessa natura, dei mobili molto impegnativi a livello dimensionale, occorre fare in modo che le biblioteche possano far mostra di se in ambienti adatti alle loro ragguardevoli proporzioni.

La parete attrezzata ad elementi componibili a sviluppo orizzontale

Detti anche in gergo “soggiorni a bussolotti” sono probabilmente la più semplice e diffusa forma di mobile da soggiorno moderno. Essi sono composti assiemando degli elementi modulari che possono avere anche colori finiture e forme molto diverse fra loro.

La principale caratteristica di questi mobili è infatti la loro grande componibilità che permette di giocare con estro e fantasia nella progettazione di mobili da soggiorno sempre nuovi e sempre differenti gli uni dagli altri. Sono degli elementi di arredo dotati di un forte segno grafico e per questo dedicati proprio a chi ama un arredamento minimale, ma nello stesso tempo elegante e ben connotato. Il mobile da soggiorno “a bussolotti” offre quindi diverse soluzioni, che uniscono ad un design assai pulito, un grandissimo ventaglio di possibili soluzioni compositive. Si tratta di un indiscutibile vantaggio che a volte può creare però qualche difficoltà progettuale legata soprattutto al posizionamento dei vari mobiletti addosso alla parete. Basta provare a farlo per riconoscere immediatamente un certo imbarazzo. Gli elementi da poter scegliere sono già di per se numerosissimi: quegli verticali dotati di un anta a battente, quegli orizzontali che, a seconda della loro posizione, possono aprirsi “a ribalta” (verso il basso) e “a vasistas” (cioè verso l’alto), per non parlare dei mobiletti “a giorno” che esistono in tantissime forme ed in tantissime versioni diverse, fino ad arrivare ai componibili “a vetrinetta” o quelli dotati di cassetti o cestoni. Di ognuno di questi tipi esistono in commercio innumerevoli dimensioni diverse che bisogna essere bravi a comporre inserendoli “a puntino” nello spazio che abbiamo a disposizione.

Ma come si fa dunque a progettare adeguatamente una “parete attrezzata componibile a bussolotti”?

Beh si comincia innanzitutto a definirne l’uso che se ne deve fare: se ad esempio, come avviene con più frequenza, il nostro mobile deve essere di contorno al televisore, bisogna subito inserire la Tv nel progetto (con le sue dimensioni e proporzioni) per poi andare avanti con l’alloggiamento dei vari mobiletti intorno ad essa. Ci si accorgerà ben presto che il televisore, essendo quasi sempre l’oggetto più rilevante all’interno del progetto, condiziona molto la disposizione dei componibili e per questo va immediatamente posizionato la dove le prese elettriche e l’ambiente circostante ne suggeriscono l’ubicazione.

A quel punto potremo iniziare a comporre il nostro “puzzle” sfruttando la possibilità di usare i vari componibili come “base”, ovvero poggiati a terra, oppure come “pensili”, ossia appesi a parete. In entrambe le tipologie di componibili un ruolo fondamentale lo giocano le relative “profondità”:

Una parete attrezzata componibile da soggiorno infatti, proprio come avviene in una cucina, è caratterizzata da elementi aventi profondità differenti. Le misure maggiormente disponibili nelle vari produzioni sono tre: 35 cm, 45 cm e 60 cm, e ognuna di queste deve essere utilizzata in casi specifici. La più piccola, ossia 35 cm, è la profondità tipica dei pensili perché consente di limitare il peso complessivo del mobiletto, mantenendo un certo volume di contenimento specie nei mobili più grandi. Al contrario la profondità 60 cm è quella tipica delle basi, ovvero dei mobili poggiati a terra, ma in realtà con opportuni accorgimenti, e solo per i mobili di un’ottima qualità, può essere progettata anche nei mobili pensili, quando questi sono posizionati in basso alla composizione. La profondità 45 è invece quella media, tant’è vero che può essere utilizzata indifferentemente nelle basi e nei pensili, magari alternandola alle altre in maniera da creare dei veri e propri giochi progettuali.  Una volta trovato il posto più adatto al televisore, occorre partire col pensare cosa vogliamo nella parte bassa del mobile. Se abbiamo bisogno di molto volume contenitivo sarà conveniente pensare ad un mobile “base” che abbia delle dimensioni adeguate e che sia appunto poggiato in terra in modo da poterlo caricare senza grossi problemi. Non ci sono molte limitazioni in questo caso, anche se in realtà, nel progetto di una parete attrezzata componibile, si preferisce non creare mai dei mobili “base” troppo grandi tanto da apparire come delle vere e proprie credenze. Quando questo è però assolutamente necessario, si può sempre sfruttare l’ampia componibilità di questi soggiorni, avendo cura di creare de gli insiemi compositivi, estrosi e originali. Più o meno la stessa cosa che è necessario fare anche per i pensili. In questo caso però la progettazione è più complessa perché si basa su di un organizzazione spaziale che può dare adito spesso ad errori.

Diciamo che una regola fissa in verità non c’è e per questo quando si progetta un mobile componibile da soggiorno a elementi singoli, è buona regola partire da degli esempi esistenti o visibili per poi modificarne il progetto a seconda delle proprie esigenze. In tal modo potremo contare su di una base di partenza solida ( ciò che ci piace) e potremmo pensare a declinarlo al meglio personalizzandone attentamente i particolari.

Parete attrezzata da soggiorno con boiserie componibile

Arredare le pareti di una zona giorno è uno degli scopi che si prefigge chiunque si presta ad affrontare la costruzione o la ristrutturazione di un appartamento o di una villa. Il progetto si concentra quasi sempre sulla ricerca di soluzioni “diverse” che, pur dovendo in cogni caso soddisfare le esigenze tipiche di ogni zona “giorno” che si rispetti, abbia in se qualcosa di originale o comunque di innovativo dal punto di vista stilistico. Il tipo di mobile che andremo ad esaminare in questo paragrafo differisce ad esempio da tutti gli altri presentati  in questa rassegna, per la forma e la particolare progettualità dei pannelli che possiede allo scopo di rivestire una parte del muro su cui è appeso. Si tratta di una boiserie composta da elementi (disponibili in legno, in laminato oppure laccati), che hanno le stesse misure il altezza e larghezza dei pensili e delle “basi” (ovvero i mobili bassi) a cui essi devono essere accostati.

Tali pannelli possono avere uno spessore più o meno evidente a seconda dell’effetto complessivo che si desidera ottenere e possono variare dai 2 cm delle versioni più sottili (ed economiche) ai 3,5 delle boiserie più belle ed evidenti stilisticamente. I due spessori disponibili possono essere proposti insieme anche al fine di creare delle pannellature molto “movimentate”, in cui la differenza di spessore può essere addirittura sfruttata per l’inserimento di una serie di piccole strisce al led.

L’insieme ottenuto viene a creare una sorta di continuità fra i vari mobiletti e le boiserie, che ha lo scopo di rendere evidente l’unione dei differenti elementi in un mobile “unico”, che in questo modo perde il tipico “controllato disordine” della parete attrezzata moderna. Anche se a prima vista possono sembrare composizioni imponenti e piuttosto impegnativi dal punto di vista dell’arredamento, quelle dotate di boiserie componibili sono al contrario pareti attrezzate molto leggere ed eleganti in cui l’estetica del design è garantita soprattutto dall’insieme dei toni e delle essenze che si vanno ad impiegare nel progetto.

Nella composizione giorno moderna presentata in questa foto, si può vedere come, abbinando ad esempio ai caldi toni di un rovere nodato color “miele”, la composta integrità formale di un bianco talco, sia possibile ottenere dei risultati estetici assai gradevoli. Il trucco in questi casi è senza dubbio di scegliere un colore o un’essenza “importante” con cui allestire la boiserie e le altre mensole a giorno, per poi abbinarvi un colore più “sobrio” al fine di ottenere un insieme piacevole ed equilibrato.

Il mobile divisorio da soggiorno a spalla

Sempre più spesso l’appartamento è vissuto come un unico grande ambiente, libero da pareti e vincoli strutturali. Anche in questa situazione, per fruire degli spazi in modo corretto, è utile rendere ingresso, conversazione, pranzo, angolo lavoro e spazio Tv, dei luoghi ben individuabili e suddivisibili equilibratamente.

In un ambiente tutto “a vista”, diventa dunque molto importante la scelta e la disposizione dei singoli elementi: il divano, ad esempio, dovrebbe essere sempre abbastanza separato dalla zona ingresso e da quella pranzo e quando questo non è possibile, è lecito pensare  anche all’uso di un divisorio, magari da far funzionare come vero e proprio mobile da soggiorno, oppure semplicemente da usare quale libreria a giorno con mansione di “paravento”. Sentirsi “in vetrina” infatti non è sempre piacevole, ma in molti casi risulta inopportuno prevedere una separazione fisica tra l’entrata dell’appartamento ed il resto del locale come potrebbe essere progettata attraverso l’uso di un semplice muro. Per ovviare a questo problema si può dunque optare per i diversi elementi componibili bifacciali che si possono trovare attualmente in commercio.

In queste foto se ne possono vedere due. Nel primo caso si tratta di un mobile libreria bifacciale composto utilizzando degli appositi elementi La Casa Moderna che, essendo rifiniti dietro esattamente come il frontale, possono essere tranquillamente posti in centro stanza al fine di ottenere un divisorio “passante” vero e proprio. Tale tipologia di struttura non differisce molto da una normale libreria se non per la mancanza della schiena e per la quasi totale assenza di ante. Si presta ovviamente in maniera eccellente a tutti quei casi in cui, per qualche motivo, si ha la necessità di uno spazio in cui riporre i libri, ma anche in quelle situazioni in cui si debbano trovare degli spazi “a giorno” in cui riporre suppellettili importanti come statue, vasi, decorazioni ecc. ecc.

Si tratta di librerie costituite da fianchi e ripiani che possono essere scelti solitamente fra legno, laminato e laccato e che permettono di essere utilizzate anche per separare fisicamente una stanza in due, proprio come si può notare nella seconda foto di questo paragrafo. In questo caso il mobile non funge da semplice divisorio a separazione della “zona divani”, bensì ha la funzione di ridurre l’ampiezza di una stanza da giorno troppo grande al fine di ottenere due spazi aperti aventi rispettivamente le funzioni di “zona pranzo” e di “salotto”.

La presenza di un mobile così imponente al centro della stanza deve essere opportunamente prevista a livello progettuale, sia a livello estetico che funzionale, in quanto in tali situazioni il rischio di creare al centro della stanza un ingombro inopportuno, è sempre dietro l’angolo.

Principio fondamentale che sta alla base di questi ambienti è essenzialmente quello relativo alla luce. Le stanze di questo tipo infatti per poter essere adeguatamente divise dovrebbero possedere almeno due finestre oppure, in caso contrario, dovrebbero essere pensate con l’uso di un mobile divisorio, fatto in maniera tale da far transitare tranquillamente la luce da una all’altra delle due zone, senza creare troppi coni d’ombra. Sotto questo punto di vista le librerie a spalla si presentano davvero come la soluzione ideale.

A livello d’arredamento, i tantissimi colori e le altrettante numerose essenze disponibili rendono le librerie bifacciali particolarmente facili da abbinare ad ogni tipo di ambiente; le dimensioni di questi mobili suggeriscono però quasi sempre l’utilizzo dei toni più chiari e sobri, da ottenere magari utilizzando anche materiali molto diversi fra loro come il legno, il metallo ed il vetro.

Dal punto di vista funzionale, con i moderni programmi componibili che si trovano in commercio, è possibile coniugare in tali mobili tutte le funzioni tipiche che un soggiorno deve assolvere: vani chiusi per riporvi stoviglie e suppellettili, vetrine in cui alloggiare serviti e collezioni, mensole e piani d’appoggio per i libri e per gli oggetti più disparati. Quando è necessario, un grande vano aperto potrà risultare utile per posizionare una Tv, magari supportata da un palo “girevole” che consenta di voltarla da uno all’altro lato della stanza.

Base porta televisore

Passano gli anni e cambia l’arredamento, non solo come “stile”, bensì anche come forma, dimensioni e funzionalità dei mobili e degli oggetti che lo compongono. Un tempo il porta Tv non era altro che una sorta di mobiletto (talvolta dotato di ruote per spostarlo e girarlo facilmente), che una volta posizionato in un angolo a favore di divano, svolgeva egregiamente le sue funzioni occupando uno spazio limitatissimo. Del resto le tv avevano le stesse contenute dimensioni oramai da decenni e non avrebbe avuto davvero senso immaginare un mobiletto porta televisore di proporzioni differenti da quelle solite. Poteva cambiare la forma, poteva mutare il materiale, ma alla fine il “porta tv” era sempre lo stesso fin dai tempi in cui, dentro la “scatola magica” posta sopra di esso si potevano vedere le puntate di “Lascia o raddoppia”.

Poi, all’improvviso, ecco che sono arrivate le prime tv al plasma e tutto è cambiato. Ora il “porta tv” ha un aspetto completamente diverso perché è specificatamente progettato per poter alloggiare adeguatamente i suoi nuovi ingombranti “ospiti”. La sua forma si sviluppa in orizzontale e la sua larghezza superando, di poco o di molto, a seconda dello spazio disponibile, quella del televisore stesso, è divenuta ben più grande di quella di un tempo.

Anche il modo di utilizzare questo arredo è cambiato: nei nuovi mobili porta tv, il televisore, essendo “piatto” e sottilissimo, può essere collocato semplicemente “in appoggio”, oppure “applicato” al mobile stesso tramite i numerosi sistemi tecnologici esistenti che consentono di fissare e orientare lo schermo, con un ordinato e invisibile passaggio dei cavi all’interno del supporto e dello stesso elemento d’arredo. Non a caso quello del passaggio dei cavi e del sistema più adatto a nasconderli è infatti uno dei motivi per cui i mobili Porta TV sono ancora molto diffusi.

Del resto le nuove televisioni a schermo piatto sono estremamente belle ed eleganti ed appare spesso davvero troppo inopportuno lasciare che i fili restino “a vista”, specie quando servono a collegare tutti quegli accessori a cui di frequente la Tv è abbinata.

Parete attrezzata ad elementi componibili a sviluppo verticale

L’ingombrante presenza della Tv può creare a volte qualche impiccio a chi deve creare una parete attrezzata bella e funzionale.

Come abbiamo avuto già modo di osservare, fino a quando le Tv si sono infatti mantenute in dimensioni che potremmo definire “regolari”, non era difficile pensare di arredare una parete giorno con in mezzo un televisore al plasma o LCD da 42 o 50 pollici. Da quando però i costi dei televisori si sono ulteriormente abbassati, e le loro tecnologie sono via via migliorate, hanno preso sempre più piedi delle Tv di dimensioni maggiori come il 55, il 65 o il 75 pollici.

Si tratta di schermi veramente grandi che, anche se progettati per ambienti giorno di grandissime dimensioni, vengono spesso posizionati in pareti di dimensioni modeste. In situazioni come queste è sempre la grande componibilità dei mobili da soggiorno moderni a venire in aiuto ai progettisti: il contenimento in questi casi può infatti essere affidato a mobili “pensili” alti, chiusi da grandi ante a battente oppure completamente aperti a giorno che possono riuscire ad alloggiare tranquillamente tutto ciò che può essere utile in una zona giorno. In questo modo anche pareti molto piccole possono acquisire una loro personale funzionalità pur se in gran parte già occupate dal televisore.

Sono progetti d’arredo attualmente molto in voga che partono dunque sempre da una “base contenitore” orizzontale )come è tipico di ogni parete attrezzata moderna), ma che invece che impiegare per la parte alta dei lunghi mobili orizzontali apribili a ribalta o vasistas, optano per una soluzione “verticale” capace di sfruttare ottimamente anche pareti molto alte.

Ultimamente non è raro trovare anche situazioni in cui oltre che con la base orizzontale che funge da contenitore basso, la parete attrezzata viene completata da solo uno o due mobili pensili “a tutta altezza” e dall’immancabile televisore di grandi proporzioni. L’effetto complessivo è molto originale e architettonico e si presta particolarmente ad essere completato con una bella carta da parati applicata al muro oppure abbinato con un ricercato colore con cui pitturare la parete posteriore.

Mobile da soggiorno “a spalla sospesa”

Come abbiamo visto fin dall’inizio, in Italia, intorno ai mobili da soggiorno moderni, ruota tutto un mondo fatto di Design e produzione manifatturiera che tutti ci invidiano. Nella continua ricerca di soluzioni innovative e di composizione originali, talvolta emergono anche vere e proprie invenzioni ingegneristiche di altissimo livello. Più o meno è ciò che è avvenuto con l’avvento delle librerie a spalla sospese una tipologia di mobile che fino all’ultimo decennio del secolo scorso neppure esisteva, in tutto l’ampissimo panorama dell’arredo mondiale e che, grazie proprio all’estro di una azienda brianzola, è stata ideata, collaudata e poi si è diffusa in tutto il nostro variegato comparto industriale.

E’ come si trattasse di una via di mezzo fra un mobile libreria ed una parete attrezzata ad elementi componibili.

In questo tipo di struttura infatti, anziché utilizzare dei mobiletti a se stanti, accostandoli insieme per creare degli insiemi piacevoli, si utilizza la struttura della libreria “a spalla” in modo che l’unione estrosa ed originale dei suoi ripiani e dei suoi fianchi, vada a formare delle eleganti e variegate composizioni. La cosa assolutamente innovativa sta nel fatto che questa tipologia di librerie, anziché essere solidamente poggiata in terra come avviene nella maggior parte di questi mobili, può essere montata “sospesa” ovvero appesa alla parete come se fosse un pensile da cucina.

A parte il suo design, l’originalità di questa interessantissima soluzione ingegneristica sta nell’aver immaginato che si potesse costruire una libreria che anziché scaricare il peso suo (e degli oggetti in essa contenuti) a terra, avesse caratteristiche tali da poter utilizzare la parete su cui è montata quale solo appoggio di tutto il suo carico.

L’effetto scenografico di questi tipi di mobili da soggiorno è davvero eclatante. A parte la sorpresa che spesso si prova nel poter vedere delle strutture, a volte anche molto imponenti, quasi “fluttuare” sospese dal pavimento, è la libertà progettuale che queste librerie permettono che lascia davvero esterrefatti. Non ci sono vincoli, non ci sono criteri da rispettare: le spalle, i ripiani le mensole e le varie chiusure, possono essere quasi posizionate ovunque il progettista è capace di immaginarle tramite il suo creativo tratto di penna. Ed ecco che forme nuove, e nuove concezioni di “mobile giorno” riescono a nascere da nulla, in un turbinio di inventiva che crea il vero “design”. L’arredamento moderno è proprio questo: gusto per la tradizione e scoperta delle novità.

Parete attrezzata con spazio “Home Working”

Anche prima della recente Pandemia molto spesso si presentava l’esigenza di arredare in soggiorno uno spazio riservato ad una saltuaria attività lavorativa, oppure ad un uso del computer di tipo semplicemente ludico. Il Covid 19 ha ovviamente amplificato questo problema creando in quasi tutte le abitazioni il bisogno di uno spazio dedicato, anche se non fisicamente separato dal resto dell’ambiente, ma che sia almeno corredato di un ampio piano d’appoggio ad altezza scrivania e di una poltroncina. I mobili di questo tipo sono piuttosto facili da progettare quando si ha un ampia gamma di componibili come avviene nelle pareti attrezzate moderne da soggiorno. L’unica cosa un po’ più difficoltosa è quella di posizionare adeguatamente gli spazi home working nella stanza, specie quando si hanno a disposizione dimensioni limitate. Di solito il problema più importante da affrontare è quello di collocare i piani d’appoggio là dove possono essere utilizzati con una seduta di fronte (poltroncina o sedia che sia) senza che insieme essi vadano ad occupare spazio vitale al salotto, ma vi sono anche situazioni in cui è la convivenza dell’home working con il televisore a presentarsi come un vero dilemma irrisolvibile. Abbiamo già detto più volte che le dimensioni delle moderne tv sono sempre molto impegnative e per questo non capita raramente che l’inserimento di quest’ultime in pareti di misure ridotte renda alla fine impossibile trovare lo spazio per un piano d’appoggio o di lavoro.

Un aspetto non secondario per chi ha bisogno di uno spazio per lavorare in soggiorno è quello dell’illuminazione. Nelle zone “giorno” infatti, la luce giusta, oltre a rispondere ad un’esigenza funzionale, proprio come avviene per gli spazi “lavoro”, deve creare atmosfera e dare un impronta personale all’ambiente. Per la zona lavoro occorre dunque predisporre una luce diretta che non sia mai troppo invasiva o evidente nell’insieme. Un ottima soluzione è quella che prevede l’uso di una lampada d’appoggio, ma anche attraverso l’inserimento delle moderne “strisce a led” si possono ottenere davvero ottimi risultati estetici e funzionali.

Parete attrezzata con “elementi caratterizzanti”

Le odierne produzioni industriali, a proposito dei mobili da soggiorno moderni, presentano ormai una tale varietà di gamma che risulta quasi difficile orientarsi fra le varie proposte che si possono trovare in commercio. Proprio per rendersi sempre più unici e riconoscibili in un panorama così vasto, i produttori ed i designers sono usi inserire all’interno dei loro progetti d’arredo dei particolari “salienti”, dall’aspetto estroso ed esclusivo, i quali hanno il compito di personalizzare ogni mobile da soggiorno e di renderlo particolarmente originale.

Pensando alle moderne pareti attrezzate poter perseguire questo tipo di concetto può risultare spesso molto utile. Abbiamo già detto più volte infatti che i mobili moderni da soggiorno possono in realtà riassumersi in pochi elementi comuni a tutte le composizioni e a tutti i progetti: quelli a ribalta, quelli con ante battenti, a vetro, a giorno ecc. ecc. La possibilità che questi arredi diventino dunque ripetitivi, se non addirittura “noiosi”, senza dubbio c’è. Sta alla creatività del designer, come abbiamo visto, il trovare quella che può essere la sistemazione più piacevole ed estrosa da poter proporre al proprio cliente per rendere ogni progetto davvero originale, ma quando quest’ultima non basta, ecco che possono esserci utili degli inserimenti “fantasiosi” e fuori dal comune, quali possono essere ante particolari, elementi costruiti in un materiale diverso ed originale, oppure mobiletti dotati di una forma curiosa e fuori dal comune.

Il mobile mostrato in questa foto, ad esempio, accosta alla normale componentistica “orizzontale” delle pareti attrezzate, formata di solito da pensili a ribalta, a rialza oppure a cassetti, una piccola serie di mobiletti “a giorno” costruita completamente in metallo nero. L’eterea eleganza estetica di tali elementi, unita alla loro solidità in termini funzionali, contribuisce ad impreziosire ed alleggerire una composizione che senza di essi sarebbe forse apparsa troppo imponente e monotona.

Accostabili liberamente, gli elementi caratterizzanti sono moduli, non solo aventi una funzione  “estetica”, ma devono comunque permettere sempre di organizzare la parete in modo versatile e razionale e vanno per questo dunque utilizzati con ponderazione e cura.

Il rischio è infatti un po’ quello di “esagerare”, azzardando inserimenti in una maniera che, invece di caratterizzare il mobile da soggiorno in modo piacevole, lo faccia sembrare strano e improprio o, peggio ancora, che metta in discussione le sue specifiche proprietà funzionali di mobile contenitore.

Resta quindi sempre molto vero il motto secondo il quale: “l’arredamento è un lavoro da professionisti …”

Mobile da soggiorno a elementi “solo pensili”

Chi ha da arredare la zona pranzo del proprio soggiorno e non vuole farlo tramite l’impiego di credenze o stipi, perché gli sembrano troppo usuali o addirittura banali, può inserire delle tipologie di mobile “giorno” molto innovative dal design accattivante. Si tratta di soluzioni composte da mobili pensili messi insieme in composizioni estrose e creative che hanno un preciso scopo decorativo: quello di riempire una parete senza far uso ne di mobili bassi o “a terra”, come sono appunto le credenze e gli stipi, ne tanto meno di quadri o specchi. Quelli più originali si presentano addirittura come dei veri e propri “arredi scultura” che ricordano per alcuni aspetti alcune opere di arte moderna. In alcuni casi il loro design in effetti meriterebbe di essere esposto  in qualche museo, in quanto si tratta di oggetti il cui la forma è fondamentale più della loro stessa funzionalità.

Il compito di questi mobili è infatti principalmente estetico e solo secondariamente “contenitivo”. Si può presentare in numerose forme ed in altrettanti versioni di colori e essenze e non mancano modelli in cui ai normali elementi chiusi o a giorno abbinati insieme, vengono aggiunti anche mobili estemporanei realizzati in materiali diversi come il metallo il legno grezzo ed il vetro.

Pareti attrezzate ad alto contenimento

Nessuno, oramai da tempo, usa più il soggiorno moderno come stanza “di rappresentanza”. Certo tutti vogliamo che trasmetta una bella immagine, ma esso deve soprattutto corrisponderci e aiutarci ad assecondare il nostro modo di vivere la casa. Perché oggi la zona giorno è abitata non solo per ricevere, ma anche per rilassarci, chiacchierare, guardare la tv, ascoltare musica e, non ultimo, per risolverci alcuni nostri possibili problemi di spazio.

Del resto in case sempre più piccole in cui l’ambiente giorno diventa spesso un naturale prolungamento della cucina, quale posto può essere migliore del soggiorno per riporre tutte quelle cose che non entrano (o non sono adatti a stare) in cucina o in camera da letto? Ecco che, insieme all’esigenza di innovazione, creatività, bellezza, estetica e capacità funzionali, entra nell’ambito della scelta di un mobile da soggiorno anche un altro fattore fondamentale ovvero il “possibile contenimento”.

Come piccole architetture domestiche i soggiorni moderni sono pensati per essere soprattutto versatili: le pareti attrezzate movimentano i muri a cui sono appese con elementi composti in maniera sempre personale ed originale. Ma la domanda che in molti si pongono è: “Sono capaci di ospitare tutto ciò che mi serve metterci dentro? “. Ebbene la risposta è senza dubbio sì. Abbiamo già visto d’altronde come l’ampissima componibilità delle moderne pareti attrezzate permetta una grandissima libertà progettuale. Il problema che si può incontrare quando si pensa di ideare un soggiorno con molti spazi chiusi è casomai quello di sapere convogliare tutte queste “possibilità compositive” in progetti che abbiano un certo senso estetico, oltre che squisitamente funzionale. Creare blocchi compatti e “pieni”, per questo molto contenitivi, senza nel contempo giocare con altri elementi a se stanti capaci di creare un esatto equilibrio fra pieni e vuoti, può essere in effetti anche molto difficile se non ci si rivolge ad esperti del settore.

Il trucco per ottenere risultati ottimali in casi del genere è quello di porre alla base ed intorno al perimetro della parete “giorno” i mobili più chiusi e quindi pesanti; poi, una volta posto al centro della composizione l’immancabile televisore, si potrà poi procedere con l’inserimento nella parte superiore di mensole, vani a giorno, o spazi chiusi da eleganti ante in vetro, senza magari collegare le due parti con pannelli boiserie o altri oggetti capaci di appesantire ulteriormente il complesso. Tanta libertà dunque, ma anche tanto utile spazio.

Parete attrezzata con giochi di mensole

Sempre nell’ambito di quelli che possono essere considerati a tutti gli effetti degli inserimenti “caratterizzanti” delle pareti attrezzate, rientrano certamente anche i “giochi mensole ad alto spessore”. Si tratta di alcune tipologie compositive tipiche delle pareti attrezzate che hanno lo scopo, oltre che di personalizzare i mobili da soggiorno, anche di renderli al contempo più funzionali e leggeri.

Il principio non è diverso da quello di qualsiasi altro tipo di mensola utilizzata in un mobile da giorno moderno, quello che è invece sicuramente diverso è la sistemazione che se ne fa all’interno del progetto. Questi elementi architettonici (perché di questo si tratta) infatti, a differenza di ciò che avviene per le normali mensole, possiedono uno spessore assai maggiorato (dai 4 ai 6 cm) e possono svilupparsi sia orizzontalmente che verticalmente. Ciò consente di creare dei movimenti sinuosi che alternandosi agli spazi chiusi dei vari mobiletti contribuiscono notevolmente ad alleggerire l’aspetto della parete attrezzata ed a renderla più piacevole e articolata. Dal punto di vista funzionale queste “mensole a spessore maggiorato” rappresentano una vera e propria innovazione tecnologica. La loro costruzione infatti include un interessante sistema di fissaggio a muro, particolarmente tenace, che permette di ancorarli a muro anche quando si presentano in dimensioni ragguardevoli. Non solo: si tratta di elementi talmente ben congegnati che, se il muro dove vengono fissati è di buona qualità, consentono tranquillamente di essere caricati anche con pesi importanti come quello della TV o di altri oggetti simili. Tutto ciò è possibile grazie ad un complesso sistema di staffe metalliche che, pur rimanendo completamente invisibili alla vista, contribuiscono in maniera fondamentale ad un ancoraggio definitivo della mensola al muro.

Libreria a spalla con armadietto appendiabiti

Anche quando il soggiorno è un tutt’uno con l’ingresso, come avviene molto spesso negli appartamenti moderni, l’attuale design dei mobili può esserci d’aiuto. La componibilità delle librerie “a spalla” per esempio, può essere utilizzata per creare dei vani interni destinati ad usi particolari e specifici, che molto spesso nulla hanno normalmente a che fare con l’arredo delle zone a cui sono destinate. Si tratta infatti di un genere di prodotto in cui possono essere facilmente costruiti anche dei veri e propri “armadietti”, in cui risulterà estremamente comodo riporre i soprabiti quando non si possiede un vero e proprio mobile da “ingresso”. Per ottenere questo tipo di scomparto è sufficiente dotare il nostro mobile di un’anta (chiusa o a specchio) che abbia un’altezza minima di circa 180 cm ed una larghezza di almeno 60 cm.

A quel punto, a seconda della profondità del mobile che stiamo progettando sarà possibile fornire il nostro spazio interno con degli appendiabiti scelti all’uopo. Quelli impiegati a questo scopo sono principalmente tre. Il primo è il classico palo appendi-abiti a cui si possono appendere delle grucce su cui poggiare i cappotti ed i giubbotti stesi. Questa è probabilmente la soluzione più comoda e capiente ma per poterla mettere in pratica correttamente occorrerebbe una profondità di almeno 45/50, diversa dunque da quella di 33/35 cm con cui sono fatte solitamente le librerie.

Quando si ha però a che fare con librerie di profondità più regolare (ovvero dai 30 ai 45 cm) possiamo prendere in considerazione altri due tipi di appenderia: uno consiste in un paletto estraibile che posto perpendicolarmente al vano permette di appendere delle grucce posizionandole parallelamente allo schienale del mobile; l’altro prevede invece dei semplici ganci o pomelli appendiabiti che, una volta solidamente fissati allo schienale della nostra libreria da soggiorno moderna, potranno fungere egregiamente allo scopo, permettendo l’alloggiamento anche di 3 o 4 soprabiti in uno spazio da 60 cm di larghezza. Per ultimo il cosiddetto ripiano “porta scarpe” o porta borse” che altro non è che una mensola posta in basso al nostro armadietto appendiabiti che avrà il semplice scopo di contenere i nostri accessori d’abbigliamento, appena rientriamo in casa.

Libreria con sostegni metallici

Nel caso si preferisca una struttura divisoria ancora più “leggera” di una classica libreria a spalla bifacciale, si può optare per uno scaffale con sostegni in metallo proprio come quelli fotografati nelle immagini presenti di fianco. In questo caso, al posto dei “classici” fianchi in legno, fra i vari ripiani vengono posizionati dei pilastri, in acciaio o alluminio anodizzato, che possono essere posizionati “a misura”, a seconda cioè dell’altezza della stanza e dello spazio che si intende occupare in larghezza. Tali montanti vengono installati in modo che l’intera ossatura della libreria rimanga solidamente fissata fra il pavimento ed il soffitto, quasi ad incastro. Si tratta in pratica di vere e proprie colonne modulari che si prestano in arredamento per numerosi utilizzi: per esempio per la costruzione delle attrezzature interne delle cabine armadio, per le quali costituiscono molto spesso l’ossatura principale, oppure per l’allestimento di tutte le tipologie di scaffali presenti anche negli ambienti di servizio. Nel caso delle librerie divisorie moderne da soggiorno, su questi pilastri possono essere posizionati delle mensole, oppure dei veri e propri mobiletti dotati di ante, cassetti, ribalte oppure vetrine, al fine di creare dei veri e propri “mobili contenitore” dalle doti molto versatili ed interessanti.

E’ molto importante precisare che, nonostante questa tipologia di librerie sembri a prima vista assolutamente moderna ed innovativa, il suo design riprende in tutto e per tutto quello tipico del cosiddetto “stile Scandinavo” oppure “stile Nordico”, che dir si voglia. Stiamo parlando di una corrente del design che, pur essendo nata in Europa Settentrionale a cavallo delle due guerre mondiali, si è diffusa in tutto il mondo a partire dagli anni 50 del secolo scorso ed è da sempre facilmente riconoscibile per l’uso combinato di metallo e legno all’interno dello stesso mobile. Lo scopo dei designer svedesi e finlandesi dell’epoca era proprio quello di creare arredi che fossero molto robusti e funzionali, ma che avessero nella sobrietà e nella leggerezza delle linee, la loro principale caratteristica.

Senza avere limiti di spazio, proprio grazie alla loro eterea forma, unita all’alta componibilità, le librerie divisorie moderne in legno e metallo, sono capaci di creare intere pareti divisorie o piccole porzioni di scaffale. I montanti che costituiscono l’ossatura di queste strutture, a seconda dei casi possono essere posizionati  “a parete” oppure “a soffitto”, fino ad un’altezza di circa 300 cm,  in modo da consentire di utilizzarli in ogni situazione. Il solido ancoraggio di tali “pilastri” ai relativi elementi orizzontali (ripiani, mobiletti ecc.) consente di creare moduli di una larghezza che varia in genere dai 30 ai 90 cm. La struttura complessiva è resa stabile e robusta da un complesso sistema di fissaggi, che garantiscono il massimo sostegno anche a pieno carico, grazie al perfetto incastro che avviene fra i vari elementi e l’ambiente dove vengono montati.

L’effetto complessivo, molto elegante e leggero, si presta particolarmente ad arredare ambienti eleganti e particolari, anche grazie alle numerose finiture disponibili sia per ciò che concerne i ripiani, sia per ciò che riguarda la struttura metallica.

Di recente ai  tradizionali “tralicci”” in metallo nero e alluminio si è aggiunta la possibilità di optare anche per delle finiture più “classiche” come l’ottone, il bronzo ed il rame, tipologie di materiali che si prestano a rendere gli ambienti più caldi ed in stile “retrò”.

Libreria con maggioranza di spazi chiusi

Siamo da sempre abituati a immaginare una libreria come una sorta di griglia leggera e ben articolata i cui spazi aperti ci consentono di posizionare tutti i libri che vogliamo. Anche quando però la necessità non è quella di alloggiare solo dei libri ma anche quella di trovar posto a stoviglie, serviti, suppellettili varie e tante delle altre cose che “abitano” con noi, un grande mobile libreria a spalla può esserci particolarmente utile nel nostro soggiorno moderno.  Il principio è sempre più o meno quello del cosiddetto “scaffale”: una serie di fianchi e di ripiani che si uniscono per formare dei vani più o meno ampi a seconda dello spazio e della necessità. A differenza di ciò che avviene nelle librerie normali però, quando si ha bisogno di più contenimento si possono dotare gli elementi di ante o cassetti chiusi in un numero che ci sia almeno sufficiente a contenere quello che possediamo. Qual è il problema? Quello di trasformare il nostro mobile moderno in un banale armadio da camera. Il soggiorno è infatti un ambiente che per sua stessa natura si presta ad essere allestito con arredi molto aperti fatti apposta per lasciare gli oggetti a vista proprio al contrario di ciò che avviene in camera da letto. Il rischio di creare nella nostra zona giorno delle situazioni imbarazzanti in cui sembra di entrare in un ambiente notte, quando si creano mobili giorno troppo chiusi in verità c’è. Anche in questo caso ciò che può essere essenzialmente d’aiuto è sempre la matita dei designer e degli arredatori, i quali, con estro ed esperienza possono creare, come in questo caso, delle librerie che, pur essendo molto chiuse da ante e cassetti, mantengano intatte le loro prerogative estetiche di mobile “giorno”, senza dunque pregiudicare l’arredo di una ambiente così importante della nostra abitazione.

Parete attrezzata “a due blocchi regolari”

Come abbiamo potuto vedere più volte in queste pagine, parlare di “parete attrezzata” significa essenzialmente di un mobile composto da una parte di mobiletti chiusi posti in basso, detti “basi”, da una parte di mobiletti appesi, detti pensili e, quando necessario, da alcune mensole. Fin dai primissimi paragrafi di questo articolo abbiamo visto poi che le pareti attrezzate, grazie alla loro ampia componibilità, danno ai designers la possibilità di sbizzarrirsi nel progettare composizioni sempre originali e creative che, proprio grazie al “movimento” che si è capaci di dare al progetto, possono assumere le forme più diverse e curiose.

Vi sono però dei casi in cui, vuoi per la presenza di grandi televisori, vuoi per il desiderio di lasciare la parete il più possibile libera, oppure semplicemente allo scopo di sfruttare al massimo il contenimento interno al mobile, si può decidere di progettare il nostro mobile da soggiorno moderno dotandolo di una forma assolutamente “regolare”. 

La parete attrezzata presente in questa immagine, ad esempio, si compone di due soli parallelepipedi appesi al muro, i quali sono composti rispettivamente da due insiemi di basi (i mobili in basso profondi 45 cm circa) e di pensili (quelli in alto profondi 35 cm).

Tale tipo di conformazione a livello progettuale potrebbe apparire in se piuttosto monotona e poco adatta ad un mobile che, come la parete attrezzata moderna, si addice ad essere composto in maniera anche molto estrosa, ma la grandissima disponibilità di varianti presente nell’assortimento dei vari elementi componibili consente, anche in questi casi, di creare soluzioni sempre accattivanti e piacevoli. Nella composizione qui fotografata ad esempio si è pensato per i pensili di utilizzare la possibilità di fornire i vari componibili con ante di spessore diverso, in modo da formare un motivo “a scacchiera”, evidenziato ulteriormente dalla laccatura. Per quest’ultima è stata infatti pensato l’uso di uno stesso tono di colore, applicato però alternativamente in versione lucida ed opaca.

Nelle basi, si è preferito utilizzare lo stesso motivo ” a scacchiera”, stavolta alternando però degli spazi aperti ai classici mobiletti componibili chiusi dotati di ante e cassetti.

La composizione in questo modo, pur nella sua semplice linearità, riesce ad esprimere quel “movimento” e quella forza progettuale che sono tipici dei soggiorni moderni in generale e delle pareti attrezzate in particolare.

Conclusioni

Con queste poche righe abbiamo voluto soprattutto dimostrare come un arredo apparentemente semplice come il mobile da soggiorno moderno,  possa essere in realtà declinato in un grande numero di varianti e di possibili soluzioni differenti per estetica e funzionalità. Districarsi in questo folto ambito può diventare un problema se non si è coadiuvati nelle varie scelte da dei professionisti del settore, che come i designers dei negozi “La Casa Moderna”, hanno una conoscenza approfondita dei prodotti e della loro migliore disposizione all’interno degli ambienti in cui devono essere alloggiati. Un apporto dunque insostituibile, che si basa sulla competenza e sull’attenzione all’esigenze di chi deve abitare gli ambienti progettati, ma anche (o soprattutto) su di un meticoloso impegno nell’offrire un assortimento di oggetti d’arredo, che abbiano nell’alta qualità di design e materiali la maggiore delle loro caratteristiche. 

 


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